CHI REGALA UN SORRISO AD UN BAMBINO VEDE IL SOLE STRACCIARE LE NUVOLE

RIBBALTIAMO IL RISULTATO!

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Ribaltiamo la prospettiva (cit. chef Alessandro Borghese) e proviamo a cucinare un piatto indigesto!

Se non l’avevate intuito parliamo proprio della MATEMATICA, la disciplina più invisa ed indigesta della scuola italiana!

Fin dal principio i maestri non la vogliono insegnare (chiedere ai Dirigenti degli Istituti Comprensivi), d’altronde nelle scuole medie e superiori è difficile reclutare docenti, i ragazzi la sopportano a fatica e non la comprendono, i dati statistici ci penalizzano e ci relegano agli ultimi posti nel mondo… ci sarà un motivo!?

Intanto manchiamo di preparazione.

La didattica del comparto umanistico viene eviscerata dal mondo accademico e nelle scuole fioriscono corsi di ogni tipologia e per ogni esigenza, i docenti dell’area linguistica hanno modo di ampliare le conoscenze e tenere aggiornate le competenze.

Per la matematica non è così o almeno la situazione è più difficile, il mondo accademico la vive in modo disciplinaristico e la priva dell’orpello metodologico (manca la pedagogia), i formatori nelle scuole sono pochi, come i riferimenti a livello nazionale (purtroppo la scintilla dei vari Bruno D’Amore, Rinaldo Rizzi, Emma Castelnuovo, Paul Le Bohec… si perde oggigiorno).

Questo, in alcuni, placa l’urgenza formativa e standardizza la disciplina per cui ci ritroviamo al giorno d’oggi le stesse dinamiche metodologiche di quarant’anni fa!

Se un genitore ha la disavventura di leggere queste poche righe mi darà ragione: il proprio figlio esegue la matematica proprio come aveva fatto lui quando andava a scuola ma questo negli altri campi disciplinari non avviene (in realtà non avviene da nessuna parte, vedi Sguardi).

Un addestramento perlopiù mnemonico e prettamente esecutivo: formule astratte che si perpetuano, soluzioni acritiche che si ripetono… Una catena di montaggio in cui gli operai sono i nostri studenti, costretti a subire il giogo innaturale di questa forzatura anaffettiva unicamente focalizzata sulla manifestazione dei risultati, sul prodotto dei prodotti…

Nelle piaghe di questa esecuzione periscono i nostri alunni che non agganciano inferenze e non comprendono i nessi della loro operatività, arrivano al punto di chiedersi “perché devo studiare matematica” (quando posso usare la calcolatrice) ed in effetti sono poche le persone che agiscono con naturalezza la logica della disciplina, che hanno sviluppato il pensiero logico matematico.

Il maneggiare protoapprendimenti nozionistici in un’era dominata dall’inondazione dei dati sarà certamente un grave problema.

Ce ne sarebbero tante altre di situazioni e di problematiche connesse ma è il momento di “RIBBALTARE ” prima che ci avviluppi l’ansia!

La matematica ha una storia, è nella musica e in tutto ciò che ci circonda, è scoperta e gioco, è logica e magica!

Basta andarla a cercare e per questo bisogna muoversi dagli incancreniti pregiudizi, dai bias cognitivi che ne pregiudicano l’essenza…

Bisogna mettersi in RICERCA…

Per chi sentisse lo spirito di avventura lascio alcune tracce…

CREAZIONI MATEMATICHE

ATTILIA COMETTO

DONATELLA MERLO

GRIMED

IL MIO SITO

LA MATE RIBALTATA

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