E’ tempo di pagelle, come al solito manca chiarezza e uniformità
E’ un momento importante e delicato dell’anno, nella conclusione vengono messi in evidenza gli sforzi, il lavoro, le fatiche e le conquiste dei nostri ragazzi e con queste anche le mancanze e le lacune che ci si ripromette di colmare nell’anno successivo.
Anche quest’anno il compito più ingrato è per i maestri di scuola primaria che si sono visti appioppare un’ennesima riforma che, non essendo stata chiarita a sufficienza, rischia di vanificare gli sforzi effettuati durante l’anno.
In riferimento alla valutazione in itinere, quella durante il percorso, la normativa del Ministro Valditara lascia immutato l’impianto delle ordinanze precedenti: ogni insegnante è libero di dotarsi di strumenti diversificati ed efficaci per monitorare i progressi seguendo i processi (di apprendimento e cognitivi) di ogni alunno; generalmente si lavora per obiettivi declinati nel curricolo della scuola, e quindi, in riferimento a questi si è proceduto a valutare puntualmente e formativamente con dispositivi adeguati.
Chiarisco questo punto perchè mette in evidenza lo sforzo che ogni insegnante deve compiere per mettere a sintesi e a sistema una serie di valutazioni formative diversificate e differenziate.
Per non farsela addosso in un momento così critico proviamo a fare chiarezza.
La valutazione finale (certificativa), la pagella, con un giudizio sintetico deve esprimere il livello di apprendimento individuale rispetto a un’intera disciplina
Il rischio è di fare un computo metrico delle valutazioni in itinere (messe in media matematica) che restituisce un dato sbagliato perché le valutazioni sono differenti per peso (quantità degli apprendimento), modo (contenuti) e modalità dell’osservazione (e dovrebbero avere anche aspettative attese/criteri diversi): non vengono rispettati neanche gli obiettivi che essendo diversificati non possono essere considerati nello stesso modo.
MI ripeto, per non essere frainteso.
Gli insegnanti della scuola primaria erano stati abituati ad una valutazione puntuale, frutto di osservazioni riferite (agganciate) a obiettivi perseguiti durante l’anno scolastico, adesso si ritrovano a dover selezionare un giudizio sintetico per esprimere una padronanza o meno disciplinare
Questo comporta un momento di sintesi molto importante che espone i maestri ha degli errori di valutazione.
Il primo è quello per esempio di computare aritmeticamente i giudizi e quindi di esprimere quello che era un percorso formativo legato ai processi cognitivi e di apprendimento, in un in un esercizio statistico che mette a media delle valutazioni sommative, producendo una graduatoria selettiva all’interno della classe.
La classificazione per gruppi di livello ci espone ai rischi che il prof. Cristiano Corsini ha messo in evidenza nei suoi testi:
Eccesso di sicurezza/insicurezza: Il valutatore troppo sicuro o troppo insicuro di sé.
Effetto Alone: La tendenza a estendere una caratteristica positiva o negativa a tutto il giudizio complessivo.
Tendenza Centrale: L’attribuzione di punteggi centrali, evitando gli estremi (sia positivi che negativi).
Effetto di Indulgenza: Il valutatore tende a dare giudizi troppo generosi.
Proiezione: Il valutatore proietta i propri pregiudizi o caratteristiche personali sulla persona valutata.
Errore di Contrasto: La tendenza a confrontare le persone tra di loro invece di utilizzare standard di qualità oggettivi, esagerando le differenze tra i soggetti.
Errore di Vicinanza: Il valutatore tende a valutare in modo simile persone o comportamenti che si sono verificati in sequenza.
Errore Logico: La tendenza a valutare in modo erroneo, applicando un ragionamento logico errato.
Errore di Clemenza: L’attribuire una valutazione troppo favorevole o indulgente.
Bias di Sopravvivenza: Valutare i successi passati senza considerare chi ha avuto successi simili ma non ha mantenuto la performance.
Bias di Sovrastima: Sovrastimare la propria capacità di valutazione oggettiva.
Non definire obiettivi specifici: L’utilizzo di obiettivi vaghi o poco misurabili.
Non coinvolgere i dipendenti: Ignorare il coinvolgimento dei dipendenti nel processo di valutazione.
Con questa modalità inoltre perdiamo la centralità del discente, la necessità di valutarlo individualmente, la normativa su questo punto è chiara, perdiamo la finalità stessa della valutazione, ribaltiamo il processo: il soggetto diventa l’atto valutativo che ha per oggetto l’alunno.
Un altro aspetto è legato alla modalità che si è seguita durante l’anno.
Se si sono perseguiti gli obiettivi, dobbiamo tenerne conto in un ottica complessiva dando conto della loro funzione, non possono essere equi divisori di dati, nella disciplina hanno un valore ed una funzione che non può essere misconosciuta.
Come Valufare?
Abbiamo valutato formativamente in itinere non ci può quindi basare il giudizio soltanto su prove di verifiche sommative, dobbiamo distinguere bene i due momenti (formativo/certificativo, itinere/finale…), tenere a mente che ci focalizziamo sui processi e non sui prodotti (quindi non esclusivamente su prestazioni) e mettere a sintesi, con grande sforzo, i progressi legati ai processi di apprendimento. INDIVIDUALI.
Evitiamo ti ripercorrere le strade di consuetudini oramai foriere solo di confusione, perseguiamo sulla strada di una valutazione efficace e ricca di spunti per docenti e discenti.
Si può fare.
Una strada facilitata è quella di mantenere la modalità della 172 e legare il giudizio ai livelli degli obiettivi (che dovrebbero essere chiaramente esposti in pagella): ottimo/avanzato, distinto/intermedio, buono/base…
Io ho fatto così:

Ho sintetizzato gli obiettivi legandoli alla loro natura e ai processi di apprendimento (contenuti e processi cognitivi delle tassonomie di Anderson e Krathwohl selezionando 4 tipologie (2 proto e 2 deutero):
ESEGUIRE, RICONOSCERE (algoritmi e procedure)
RIFLETTERE, CREARE (consapevolezza e competenza).
Un primo incrocio di informazioni ragionate che ho confrontato con una dettagliata AUTOVALUTAZIONE (espressa sia numericamente che verbalmente), alcuni esempi:





La valutazione non può essere un atto a senso unico, sarebbe un giudizio sterile
Per far si che sia un catalizzatore della crescita deve essere un dispositivo familiare, condiviso, una riflessione continua e costante.
I miei ragazzi si sono messi in ricerca per trovare:
MIGLIORAMENTI: matematica, italiano, scacchi, wordwall quizziz, DIVISIONI, MOLTIPLICAZIONI, palestra addizioni moltiplicazioni e wordwall, Nelle sottrazioni, Addizioni, matematica…
PEGGIORAMENTI: Niente, inglese, problemi, palestra, sotrazioni molplicazioni, DIVISIONI, Quizzis, poco sulle divisioni, operazioni con la gelosia…
PUNTI DI FORZA: matematica, moltiplicazioni, divisioni e molplicazioni, MOLTIPLICAZIONI, ENIGMI, logica, Moltiplicazioni, moltiplicazioni, Nelle divisioni, nei regoli…
PUNTI DI DEBOLEZZA: enigmi, divisioni, riporto, ADDIZIONI, Sottrazioni, Nel meno, Divisioni, gelosia, scienze, problemi, niente…
DESIDERI PER IL PROSSIMO ANNO: enigmi, tecnologia, dieci scudetti (brevetti), un worwall migliore e pure quizziz, TANTEMOLTIPLICAZIONI, Essere forte in wordwal, parti del corpo, Fare le divisioni e il per a memoria…
SUGGERIMENTI: più matematica, quizzis, scacchi, worwall con 10 cuori, TANTICOMPITI, Maestro sull addizione c e un errore, andare in gita in un posto lontano, Vorrei imparare ha fare per bene le divisioni, fare gli enigmi, inventare operazioni strane, COMPITI DIFFICILI…
Quando si condividono fragilità, talento e lavoro riusciamo a fare una valutazione non solo efficace ma che si rivela un legame ed uno stimolo per tutti: mettere in evidenza le proprie fragilità è un atto di fiducia che apre le porte alla disponibilità al lavoro.
E allora…
Buone pagelle!
