La normativa sulla valutazione è operativa e ha messo in allerta gli Istituti Comprensivi che si dovranno adoperare nuovamente per soddisfare le esigenze del Ministero Valditara in questo secondo quadrimestre.
Da tempo mi occupo di valutazione e ne studio approfonditamente le peculiarità, per questo mi metto a disposizione di colleghi ed Istituzioni che chiedono chiarimenti in questo momento delicato e di grande confusione.
Innanzitutto va conosciuta la normativa e per questo ho preparato un abstract che possa agevolarne la comprensione, inquadrandolo chiaramente nella cornice recente ed europea.
E’ consultabile come sempre gratuitamente, nella pagina sulla valutazione.
Ne ho scritto anche in SGUARDI, che è da poco disponibile.
Scrivo in breve alcune considerazioni che ritengo fondamentali per mantenere un orientamento FORMATIVO peraltro sancito anche nelle ultime disposizioni Ministeriali che considerano i momenti della formazione in itinere disgiunti dalla necessità certificativa come anche indicato nella 62/17.
Non possiamo buttare il bambino con l’acqua sporca, dobbiamo mantenere le buone pratiche anche nel nuovo assetto, anche perché non impedisce la valutazione educativa e formativa, anzi la sottoscrive.
Per questo è indispensabile MANTENERE GLI OBIETTIVI DISCIPLINARI, in numero ridotto ( “principali” o “indispensabili” secondo la recente normativa) sia in itinere che in fase finale; questo per consentire sia la COERENZA EDUCATIVA all’interno di un Istituto che una GUIDA (bussola) per l’insegnante che rischia il disorientamento rispetto al mare magnum di una disciplina nella sua “interezza” (nelle sue declinazioni diversificate).
I Dirigenti Scolastici dovrebbero capire bene che è necessario muoversi all’interno del PTOF e con la consapevolezza del Collegio (anche attraverso azioni formative): il rischio è una valutazione compulsiva ed estemporanea in cui ognuno si muove da monade e in maniera disarticolata esponendo la scuola a contenziosi e conflitti.
E’ anche importante mantenere una certa continuità rispetto al lavoro fatto nel recente passato che obiettivamente ha avuto riscontri molto positivi.
Per quanto riguarda i colleghi è dirimente continuare a valutare attraverso FEEDBACK efficaci e puntuali in modo da “restituire in modo comprensibile agli alunni e alle famiglie il livello di padronanza dei contenuti verificati, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal Collegio dei Docenti ed inseriti nel PTOF“: il riscontro DEVE ESSERE FORMATIVO: il giudizio sintetico non è esaustivo!
Su questo Vi consiglio la lettura di Cristiano Corsini: La valutazione che educa. Liberare insegnamento e apprendimento dalla tirannia del voto.
E’ da evitare anche la tendenza quanto mai lesionistica di “complessificare”: laddove non si padroneggia un contenuto lo si tende a complicare; gli impegni degli insegnanti sono si troppo onerosi, la valutazione quando è un esercizio burocratico tende a sostituirsi alla didattica e diventa una malattia, al contrario il rischio è della semplificazione estrema (utilizzare giudizi in itinere e fare la “media disciplinare”) che in fondo è l’altra faccia della stessa medaglia che si esprime attraverso il giudizio e non tiene conto delle necessità formative, nel sito ne parliamo con costanza.
Giochiamoci bene le nostre carte, ne va della nostra scuola.
