CHI REGALA UN SORRISO AD UN BAMBINO VEDE IL SOLE STRACCIARE LE NUVOLE

La politica nella scuola

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La politica anche nel nostro Paese purtroppo è un servizio a consumo, viene dettata dagli interessi di parte che siano potentati o lobbies.

Purtroppo l’interesse particolare distrae le forze e le risorse a quello collettivo: ciò che va bene ad una parte non può beneficiare tutti (soprattutto i più deboli), anche per questo siamo amputati, non possiamo avere una progettualità coerente, un quadro efficace di intervento, una cornice di senso del nostro agire che quindi spesso risulta contraddittorio, inefficace ed incoerente.

L’attenzione clientelare ai sondaggi, agli umori estemporanei, agli interessi del momento non può costruire fondamenta, si limita a rattoppare baracche disperdendo una enorme quantità di risorse senza avere risultati tangibili.

Una disgrazia che mette insieme corruttela e incompetenza ma anche un sistema di comodo tendente al meretricio che ci ha sempre contraddistinto: siamo il paese del “mi manda Picone” (trangender del merito), che insomma un paese che si è quasi sempre schierato con il padrone, con chi riteneva essere più forte.

Il DNA non si cambia (spero però sempre nelle nuove generazioni): rimaniamo un’ aquila senza ali, un bellissimo paese con brutte abitudini, un servo che si lamenta del padrone che adula, lo Stato di un paese del genere dall’esterno sembra un “Circo Barnum” a gestione familistica, un carrozzone spesso di sodali incompetenti a spese dei contribuenti.

Un paese allo sbaraglio che rinnega la legalità (la ha assassinata) proprio in virtù dell’affiliazione al potere non può avere un piano industriale, ambientale, men che meno socio culturale!

In questa ingestibile gestione si vuole incamerare la “regionalizzazione” (Autonomia Differenziata), una secessione che istituzionalizza feudi come nel Medioevo, le Regioni si contenderanno le poche risorse come ad un palio, saranno contrade in competizione, parti di un corpo senza mente.

E avremo quindi 21 scuole differenti per programmazione, risorse, capacità e possibilità… Con stipendi diversificati e docenti che si sposteranno ma anche un controllo maggiore sa parte del vassallo di turno (la forza politica a cui  viene destinata una Regione), in un contesto in cui la nostra povera scuola è già disorientata dai recenti cambi di Ministri (uno all’anno: Valditara, Bianchi, Azzolina, Fioramonti, Bussetti, Giannini) con relativi stravolgimenti normativi e i cambi di nomenclatura…

Peraltro ogni Ministro non ha contribuito a rasserenare la docenza ma la ha compulsivamente affogata di ordinanze e di precetti che spesso ledono la libertà della docenza se non addirittura la Sua dignità (vedi ultimo precetto del Ministro sul cellulare)… ma il futuro che ci attende è peggiore del presente!!!

Deve essere difesa dall’ingerenza di questa miope politica pena il suo snaturamento.

Per questo deve riscoprirsi politica e farsi spazio per tessere nuove trame per un nuovo Paese.

Diverso.

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