è mio perciò, la puntura no, no, no! (La puntura – P.Franco)
La lisergica produzione normativa di questa torrida estate ci regala un’altra boccata di ossigeno!
Dopo anni di proiezioni verso l’ignoto mondo della tecnologia con miliardi di fondi spesi per STEM, STEAM, tecnologie marziane che ci destinavano ad un prossimo iperuranio, dopo che tanti docenti si erano adoperati in formazioni digitali ed affini, dopo che si era lavorato per ottimizzare i registri elettronici… arriva il colpo di scena! Il colpo di coda!
Anzi il colpo di penna di Valditara che, come il dott. Emmett Brown di “Ritorno al futuro”, riporta la scuola al carta e penna, escludendo il digitale dalle scuole italiane! Fosse anche per utilizzo didattico ma poi precisa che si riferisce all’utilizzo del cellulare in classe e non ai dispositivi mediali!
Decisione presa di pancia (zona intestino probabilmente), senza consultare chi ne sa, chi ne potrebbe sapere, chi la scuola la fa e rettificata oppure solo una boutade per nascondere il commissariamento dell’Indire?
Forse un prodromico passo verso il ritorno alla penna d’oca e al calamaio? Oppure un tentativo di gridare al lupo al lupo mentre qualche sodale svaligia la fattoria?
Io la didattica digitale la uso in sostituzione di una parte dell’allenamento che è comunque necessario (non voglio parlare di addestramento per le mie attività), continuerò a farlo, perché funziona. Molto bene.
Rimanere nostalgicamente legati al passato, il rimando al “quando si stava meglio” rifiutando il presente mi turba, questo atteggiamento che oserei dire autistico, se non infantile, del Ministero, questa populistica alienazione se non fosse scellerata nasconde intendimenti angora più preoccupanti.
Se è voluta la demolizione della scuola pubblica passa nel cancellare le fondamenta della scuola della Costituzione: la valutazione e le Indicazioni Nazionali, la comunicazione intra e infra comunità (scuola-famiglia), il ricorso a sistemi innovativi e proiettati al futuro (Indire).
Il prossimo articolo lo lego alla zampina di un piccione.
