CHI REGALA UN SORRISO AD UN BAMBINO VEDE IL SOLE STRACCIARE LE NUVOLE

Processo alle intenzioni

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Scherzo come al solito con le parole questa volta per mettere al centro di una piccola riflessione i PROCESSI e le RELAZIONI che li connettono con gli apprendimenti, le socializzazioni, i materiali…

Parto dal principio che il percorso scolastico è una TRAS-FORMAZIONE: la scuola accoglie bambini che non sono in relazione con il mondo, non codificano gli strani geroglifici che li attorniano, e neanche con gli altri (l’egotismo protegge i piccoli proprio perché non sarebbero in grado di sopportare il carico emotivo, affettivo, cognitivo…).

Lo sviluppo delle ABILITA’ PROPEDEUTICHE avviene attraverso una RELAZIONE con i materiali e le persone che accompagnano questo primo delicatissimo processo di crescita, è importantissimo, soprattutto in questi frangenti, il ruolo dell’adulto che funge da “corteccia” che accompagna e protegge.

La personalità in formazione si plasma grazie all’incontro e alla scoperta con i materiali e gli esseri viventi, la crescita si sostiene nell’interazione con l’ambiente storico-culturale, con il sostegno e l’accompagnamento delle varie figure formative, è in questo primo momento che l’egotismo iniziale viene messo in crisi per promuovere le capacità personali e e potenzialità soggettive nell’interrelazione.

E’ quindi un tempo prezioso in cui la cura fa la differenza.

Devo purtroppo segnalare che troppo spesso la relazione è disturbata, addirittura compromessa, a causa dello smodato utilizzo dei baby sitter mediali (smartphone e tablet), è fin troppo semplice vedere bambini attaccati al cellulare al ristorante, nel passeggino, nell’auto…

I bambini così diventano ciechi agli stimoli del mondo che li circonda, sordi ai richiami e alle sollecitazioni dell’ambiente esterno, compromettendo lo sviluppo di quel processo che accennavamo prima; i danni provocati non valgono il TEMPO che erroneamente l’adulto crede di aver guadagnato.

E’ oramai acclarato dalle neuroscienze che la frequenza delle immagini provoca danni alle terminazioni nervose del cervello ma l’esperienza scolastica mi suggerisce anche che ci sono danni collaterali non meno importanti che riguardano la maggior parte dei nostri bambini.

Ne scriverò approfondendo la riflessione in un testo prossimo alla pubblicazione ma ne voglio elencare qui alcuni aspetti, alcune conseguenze che riguardano la manualità e i “perduti sensi“.

I bambini che utilizzano smodatamente gli schermi hanno tratti disprassici, difficoltà ad usare la motricità fine: hanno perso tre dita!!! Utilizzando praticamente solamente il pollice e l’indice coordinano con fatica la mano, fateci caso nei piccoli gesti quotidiani se e quando devono allacciarsi le scarpe o mangiare…

Questo avviene anche con i 5 sensi, la vista ha fagocitato l’udito, non a caso molti di loro non hanno controllo vocale (parlano a voce altissima, non si “sentono“).

Non approfondisco tatto, gusto e olfatto… mi pare di infierire…

Ma anche la vista focalizzata su un dettaglio come un piccolo schermo perde la sua capacità di cogliere un quadro generale, un dettaglio, uno spostamento.

Ecco, in conclusione, forse non ci rendiamo conto quanto la relazione con ciò che ci circonda inneschi processi di trasformazione se ne fossimo consci metteremmo nelle mani dei nostri bambini cannocchiali e microscopi, oggetti che possano stimolare la ricerca piuttosto che delle bende tecnologiche che oscurano i tanti colori, sapori che li circondano.

E noi a scuola dovremmo realmente cogliere il processo e non limitarci a registrare il prodotto (come risultato di una prestazione) ma di questo parleremo poi…

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