Analisi della valutazione in odore di scrutini…
Nell’anno scolastico maggio è un mese fin troppo intenso tra viaggi di istruzione (distruzione?), percorsi di apprendimento da completare (non c’è mai tempo direbbe Merieu) e la data dello scrutinio che si avvicina…
E’ soprattutto per questo che i nostri allievi sono mitragliati di test scritti ed orali, non passa giorno che non siano sottoposti a misurazione di ogni tipo, è vero anche che l’intossicazione da verifica colpisce anche il medico che la somministra!
Il carico di lavoro per un insegnante che ricorre in modo massivo alla valutazione sommativa in queste settimane diventa gravoso e nevrotico, la rendicontazione che cerca di ottenere in qualche modo lo intrappola e lo costringe, mettendolo in rapporto con il risultato del suo lavoro (in maniera isomorfica): se in modo esplicito lo manifesta a Dirigente e genitori, in modo implicito ne deve correggere i risultati perché siano espressione di un insegnamento efficace, senza bisogno di correzioni o “recuperi”…
Mentre questo avviene ci si accorge che il tempo che viene dedicato alla rendicontazione si è fagocitato lo spazio che dedichiamo alla didattica ed agli apprendimenti: la valutazione sommativa è un’ “istantanea” , una fotografia del momento e per definizione statica, per cui richiede che le proposte di apprendimento si congelino, allo stesso modo vengono sospese le declinazioni individualizzanti e personalizzanti.
Abbiamo risultati preoccupanti in questa sommaria e simpatica analisi: i valori di “colesterolo cattivo” sono troppo alti come se il condimento si fosse mangiato il piatto!
La valutazione sommativa si pone al centro delle azioni dell’insegnante condizionandone e squilibrandone l’agenda, dettando dei temi che contrastano con le reali necessità: in questo momento dovremmo cercare di capitalizzare il lavoro fatto da ogni allievo: rischiamo di vanificare gli sforzi dei ragazzi per validare la nostra posizione.
E’ proprio a conclusione di una gestazione di nove mesi che dovremmo raccogliere le forze per partorire significativi progressi, in realtà ci fermiamo un attimo prima di concluderli o li concludiamo parzialmente, sommariamente: con questa modalità non abbiamo il tempo necessario per fornire un feedback adeguato a ciascuno che abbia una ricaduta documentabile, né è possibile pensare ad interventi di personalizzazione e di individualizzazione.
Un ulteriore rischio è quello di porsi in un’ottica annuale spezzando i percorsi delle competenze che hanno un raggio molto più ampio.
Insomma… in questo ristorante il conto che paghiamo per questo contorno forse è troppo alto!
