CHI REGALA UN SORRISO AD UN BAMBINO VEDE IL SOLE STRACCIARE LE NUVOLE

A mano a mano

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A mano a mano che la barbarie si mangia i diritti costruiti dalla nostra democrazia antifascista, mentre l’arrogante ignoranza di chi ha bramato il potere ci spinge in un angolo, in quello spazio ci stringiamo e ci ritroviamo piú vicini.

Diritto allo studio e all’emancipazione, alla salute, all’informazione sono i primi che mi vengono in mente, i primi predati da chi ha vissuto nell’ombra della storia, nel buio di un passato mefitico che è riemerso come una metastasi.

Ma nessuno ne parla, la scuola è sparita dai radar mediali, i leader politici ammiccano AFFILIATI con interessi individuali e la scuola non rientra in questo range, non è più appetibile…

In questi tempi dove tutto è concesso al potere grazie alla frantumazione dell’identità collettiva, polverizzata in rivoli di individualistico tornaconto, solo la coscienza che esiste un bene comune sovraordinato all’interesse di parte ci può salvare dalla rovina e la scuola rappresenta proprio questo.

Ambiente, educazione, salute e cultura sono pilastri di un futuro sostenibile, la politica peripatetica li cannibalizza e li mercanta per garantirsi il potere con le lobbies umiliando la costituzione (pensate ai vari trattori, bagnini, taxisti, elusori/evasori, “pontieri/pontiati”…) attraverso gli interessi di parte.

Beni comuni che abbiamo iniziato a privatizzare anche con governi di “sinistra” morbidi rispetto all’interesse del consumismo famelico di bisogni (abbiamo perso la rete telefonica, quella ferroviaria e quella autostradale, la sanità pubblica e tra poco l’istruzione…)

Per cosa?

Smantellato il patrimonio collettivo costruito con tanti sacrifici, si erode adesso anche quello dei diritti, avanzando una presunta legittimità/superiorità del pensiero conservatore/reazionario.

La predazione dei diritti è funzionale al controllo della massa, il diritto rende indipendenti, ci restituisce uomini e donne libere, segna la civiltà di un popolo: in quei diritti ci ritroviamo tutti, assieme e nella nostra storia. Cancellarli significa indebolirci per poterci controllare agevolmente, senza una coscienza collettiva perdiamo il nostro orientamento, non c’è inclusione vera.

“Prima gli italiani” e si comincia la spartizione della torta, dividendo figli e figliastri, podestà e … Dividere per spartire. Dividere per affiliare. DIVISE AL POTERE per renderci spauriti e spariti.

La politica asservitrice richiede un dispensatore di regalie, l’individualismo politico nasce dall’uomo “fatto da sé”, l’imprenditore di se stesso promosso dal berlusconismo: il Presidente del Consiglio, così si vuole fare chiamare LA nostra premier, è una donna che scimmiotta l’uomo del potere.

La sinistra è stata contaminata da questa monadizzazione globale che ne ha minato la forza, ne vuole metastasizzare la missione con la differenziazione del merito, la selezione delle prestazioni opposte alla valorizzazione della diversità come abilità, particolarità, competenze.

Nel groviglio in cui ci troviamo l’unica che possa ritessere la tela però è proprio la scuola (Baldacci dixit) ma da sola e scalibrata non ce la può fare.

Nel fuggi fuggi generale, nella deresponsabilizzazione individuale cerchiamo una rete che ci possa accogliere, affidiamoci a chi nel limite vede un’ opportunità (@mcenazionale)

Teniamoci per mano.

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