Non è consentito manifestare pacificamente.
Una frase che non avrei mai pensato di scrivere in un paese che costruiva diritti, anche se a fatica, assieme all’Europa. Poi il voto ci ha sprofondato in Ungheria (perché in questo momento mi sembra di vivere lí o in un oscuro passato).
Repressione del dissenso mentre si costruisce un consenso farlocco che riesce a contenere però a stento il ludibrio delle gesta di circensi ministri inadeguati, incapaci ed incompetenti.
L’aspetto che mi sconvolge maggiormente in questo momento è l’assoluta mancanza di pudore di questa banda di scellerati politici (non si può parlare di classe in questo caso); non c’è giorno in cui il loro agire non mi lasci sgomento: treni a comando, sottosegretari col taglierino, metereologi tour operator, fanatici dell’abbecedario e della punizione corporale (che amano pure i voti)…
Puzza di olio di ricino, disagio e mal di stomaco.
Ma ieri si è sfondato… il fondo!
Manganellare giovani studenti che manifestavano inermi per la pace è un punto di non ritorno, è un’infamia che non può passare perché è anche grazie all’indifferenza che questa metastasi ammalora la democrazia.
È ora di dire BASTA.
