L’ingerenza della politica sulla scuola
Chissà perché la politica italiana si accanisce con tanta pervicacia sulla scuola pubblica… Sembra quasi che il pensiero critico e l’indipendenza siano diventate fuorilegge da perseguire senza sosta; tengo in considerazione che la scuola è di per sé promotrice di cultura, un vaccino alla barbarie sconosciuto a molti onorevoli dei nostri tempi ma…
Non mi spiego le “manganellate” sferrate dall’attuale Ministero all’Ordinanza 172 e, di riflesso, ad una concezione della scuola moderna, al passo con i tempi, formata e professionale.
Scrivo “manganellate” perché colpiscono improvvisamente e senza ragione: nessuno si è curato di approfondire la questione, nessuno ha contattato formatori e staff pedagogico, scuole, docenti… nessuno ha parlato con le famiglie che hanno cominciato a capire la rivoluzione che stava attenendo alla scuola…
Decisioni demagogiche.
Per accaparrarsi il consenso di chi fa “malascuola” (o una scuola “morta e sepolta”) o di chi a scuola non c’è più da tanto.
Con questo ritorno al passato non si affronta il futuro, con i figli della lupa e i balilla non si emancipano i bambini ma si crea una società chiusa, con il sistema coercitivo del voto sul comportamento non si aiutano a crescere futuri cittadini ma si aumentano le tensioni…
Avremmo bisogno di una scuola empatica, professionale e formativa non giudicante e fallita (questo tipo di scuola regala solo pessimi riscontri in ogni campo).
La scuola avrebbe bisogno di competenza anche a livello politico istituzionale, non deve essere condizionata da chi di scuola capisce poco.
Ho contestato Moratti, Gelmini, Profumo, Carrozza, Bussetti, Renzi, ora tocca a Valditara, ultimo dei legislatori demolitori.
Continuerò a farlo finché avrò la forza di difendere la mia scuola, tanti amati colleghi, i miei bambini e le loro famiglie.
#valditararipensaci
